Sperimentiamo le tipologie testuali (è primavera!)

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LA LETTERA

Cara nonna,

sto facendo un pic-nic in un parco comunale…finalmente l’attesa è finita, è primavera!

E’ pieno di fiori , nonna.

L’altro giorno ho trovato un nido sotto un ciliegio, ma devo ancora scoprire chi sia il proprietario.

(….)

 

LA DESCRIZIONE OGGETTIVA

Al parco Rizzani, sotto un albero alto cinque metri, ho trovato un nido appena caduto. Il nido è probabilmente di un pettirosso che da poco ha abbandonato il nido con i suoi piccoli. E’ lungo 14,5 centimetri, alto 4,5 centimetri e pesa circa 50 grammi.

(….)

 

ARTICOLO DI GIORNALE

ARRIVA LA PRIMAVERA! I metereologi prevedono una primavera ventilata, fresca, positiva per l’agricoltura e non solo!

Sono ormai giorni che la primavera ha aperto le sue porte: i metereologi della Regione Friuli Venezia Giulia prevedono che questa primavera sarà ventilata, mite e fresca.

(…)

 

TESTO NARRATIVO

Quando mi svegliai, era inverno. Ancora inverno. Camminavo nel freddo, nel buio, nell’inverno. Intorno a me, il buio copriva ogni segno di vita. Dopo un po’ inciampai, ma quando mi rialzai, la vidi: la primavera!

Una, ancora per poco, fioca luce mi scaldava e mi permetteva di vedere il paesaggio attorno a me. Era bellissimo! Un’erba frusciante, fiori di ogni colore e alberi che infondevano un senso di calore.

(…)

 

ARTICOLO DI GIORNALE

La primavera di quest’anno è molto più calda del solito. Si pensa che la causa di tutto ciò siano le nuove centraline elettriche costruite durante l’inverno che l’ha preceduta.

Le conseguenze sono molto dannose: molte specie animali si stanno estinguendo, gli uccelli migrano con tempi diversi.

(…)

 

TESTO DESCRITTIVO

La primavera è un momento in cui tutto nasce: gli alberi fioriscono e i bambini sono felici.

Si ritorna a correre sui prati, a fare lunghe passeggiate, a giocare con gli amici e godersi questo meraviglioso periodo dell’anno.

(…)

 

TESTO POETICO

La primavera porta profumi, colori, feste, vacanze.

La primavera è fatta di lumi,

lumi che la rendono brillante,

come un armadio dalle tante ante

che si apre ed espolode:

la primavera è così, piena di sorprese.

La Primavera è come un lampione difettoso,

ha i suoi giorni sì e i suoi giorni no.

(…)

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Monologo

A scuola abbiamo letto un monologo avvincente e colorito. Parla di un pianista assai virtuoso che vive e suona su un’enorme nave da crociera. L’incipit è davvero eccezionale, ci porta dritti dritti dentro la storia!

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa…e la vedeva.

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Così abbiamo provato anche noi ad immaginare un pubblico, qualcuno a cui rivolgerci in un nostro personale e vivace molologo.

IL GATTO

Voi, avete presente alzarsi la mattina e trovarsi di fronte il divano pieno di graffi e peli, col gatto che mentre sei lì, con la bocca spalancata, se ne scappa via correndo a tutta velocità?

Beh, pulire già la mattina, certo, ma ne vale la pena.

Il gatto, un animale randagio, ma anche dolce. Un’ombra che va in giro la notte, silenziosamente, senza salutarti e il giorno torna da te , magari con un topolino nelle grinfie. Si strofina appena tornato sulle tue gambe, con una faccia innocente.

Ora avete capito. Il gatto è la dolcezza, il mistero, il disastro.

(Alx)

 

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Lo scrittore crea mondi

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Abbiamo fatto un esercizio di scrittura. Per capire che chi scrive, non solo racconta, ma crea mondi paralleli. Un bravo scrittore caratterizza luoghi e personaggi, ce li fa vedere.

Mettendo assieme un luogo e due personaggi abbiamo creato una “fotografia”, un fermo immagine che in poche righe lasciasse intravedere trascorsi e sviluppi.

Il negozio

Il negozio è uno sconfinato magazzino di robivecchi, che comprende un po’ tutto: porcellane, pezzi di design introvabili, inestimabili decorazioni d’arte di ogni epoca.

Appena entrati c’è molta luce e una piccola reception. Tu domandi al proprietario cosa cerchi e lui ti guida nel magazzino sconfinato e buio.

Il negozio si trova in un affollato centro commerciale.

Il negoziante

Il proprietario è Tommy, ha appena finito l’università e ha voluto mettere su questa baracca insieme a suo fratello Thay, di venticinque anni. Di carattere è cupo quanto lo è ilsuo magazzino e si veste sempre come Fedez. Il suo carattere nero si placa solo in presenza dei clienti o di suo fratello.

Un cliente abituale

Il cliente abituale, oltre alla loro madre, è la signora Smithson, una tipa chiacchierona. Ha una sessantina d’anni e dice abc in due ore e mezza. Quindi vedete voi. Si veste sempre male, con calze anni ’20 e un gilet giallo sbiadito e graffiato.

LA FOTOGRAFIA (narrazione)

Ok, era una giornata piovosa a Southwock e Tommy stava contando l’incasso mattutino. Entrò miss Smithson chiedendo di avere una colonna artistica del ‘700 a basso costo e così Tommy scese con lei al magazzino di sotto, lasciando il banco nelle mani di They.

Raggiunto il magazzino Tommy accese un fiammifero e si inoltrò nel buio sconfinato. Trovò la colonna artistica settecentesca richiesta dalla Smithson che la fece accidentalmente cadere sulla testa di Tommy mandandolo al Pronto Soccorso. Da allora miss Smithson non varcò mai più quella soglia!

(Mircù)

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Errare

Ultimamente in classe si fa a gara. A chi la sa più lunga, a chi le indovina tutte, a chi non sbaglia mai. Allora uno sta al gioco e lo fa con spitito, un altro detesta essere contraddetto e se la prende, un altro ancora si chiude, si scansa e tace.

Così, mentre studiamo i greci, abbiamo voluto riflettere sulla bella frase del filosofo Socrate. Saggio è colui che sa di non sapere.

Vogliamo lasciare spazio al nuovo? O siamo convinti di essere già “pieni”? Vogliamo provare, sperimentare, imparare anche dagli sbagli o percorriamo sempre strade conosciute e sicure?

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Se sul giornale compare una notizia nuova Pepe (che è pieno) dice: “non è giusta, perchè io non la sapevo, e io SO TUTTO!”. Sale invece (che lascia uno spazio) dice: “guarda guarda, una nuova notizia!”.

A volte succede che una persona fa tutto giusto in un lavoro, ma sbaglia una cosa lieve lieve. Allora tutti criticano l’errore e nessuno apprezza il suo grande lavoro.

Oggi ho imparato che se se qualcuno sbaglia non bisogna ridere, ma aiutare quello che ha sbagliato.

Uno che non si vanta di sapere tutto è sempre contento di imparare

Non bisogna diventare cacciatori degli errori altrui.

L’errore è come un maestro.

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Lezione di fotografia a scuola

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Mercoledì Dario è venuto alla Scuoletta per insegnarci un po’ di teoria sulla fotografia. Ci  ha spiegato innanzitutto la storia delle vecchie macchine fotografiche, di quando dovevi portare le pellicole in studio, nella camera oscura.

Sono rimasto impressionato dal gigantesco obiettivo e dalla quantità di macchine fotografiche.

Nel corso del tempo il modo di fotografare è cambiato, la tecnica si è evoluta, rendendo le cose più semplici!

Dario cerca di non fotografare le persone, e se le fotografa è solo per dimostrare la grandezza del paesaggio.

Una foto è una storia, un’immagine del passato che ti fa ricordare i bei momenti.

Dario ci ha fatto notare che l’occhio umano è abituato a guardare per prima cosa al centro e se guardando il centro trova il soggetto, non guarda più il resto dell’immagine.

Grazie infinitamente  a Dario per la passione e il rispetto che ci ha dimostrato.

(Testo collettivo)

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Le mie scarpe

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Spesso i racconti e le narrazioni nascono da spunti all’apparenza semplici, banali, quotidiani. Non è necessario sorprendere, colpire, scrivere di cose sensazionali che però conosciamo poco. Le storie più belle sono quelle che possiamo descrivere meglio, che ci appartengono, più ricche di particolari e dettagli. Quindi, i piccoli e grandi fatti della nostra vita!  

LE MIE SCARPE 

Salve, sono Jones e sono un calzolaio. Ogni giorno che non sia domenica, molte persone entrano nel mio negozietto con un paio di scarpe rotte. Il mio negozietto è caldo e accogliente, con pile di scarpe ovunque e una solo e soffocata luce di candela. C’è una piccola, vecchia cassa che ogni mezz’ora si illumina di blu.

E poi c’erano le mie scarpe rosse e le avevo trovate proprio qua, nel mio negozio. Queste scarpe erano speciali, molto speciali. Mi tenevano caldo d’inverno e fresco d’estate. Quando entrava un cliente sentivo uno strano fragore e se stavo facendo qualcosa di sbagliato, mi dolevano.

Mi avevano fatto capire il senso della vita, non volevo più staccarmi da loro. Poi le persi. ma ero felice, perchè sapevo che avrebbero aiutato qualcun altro.

(Mik)

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Vado a scuola

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MIK:

Per me il film è stato molto importante per capire quel che ogni giorno bambini come noi affrontano. Nella storia di Jackson tutto è rischioso e molto faticoso. Nella storia di Samuel molti sono gli imprevisti mentre nelle storie di Zahira e Carlito è un lungo, lungo viaggio. 

MIRCU:

Il film mi ha colpito, molte storie che ha diverse una dall’altra, come i fiocchi di neve. Un 10 e lode a Pascal Plisson!

GIUSKY:

Zahira, è una ragazza che ha il privilegio di andare a scuola. Per noi è una cosa naturale andare a scuola e ad alcuni non piace neanche andare a scuola. Per lei invece è un sogno andare a scuola, un sogno che si è avverato. Ora lei va a scuola con le amiche, gioca, si diverte e impara. Da grande spera di riuscire a far venire tutte le femmine a scuola.

LARDO SOG:

Ogni mattina Carlito,un bambino argentino,cavalca per 25 Km con la sorellina per raggiungere la scuola.Supera le montagne fra paesaggi rocciosi e enormi pendii di ghiaia. All’ inizio è solo ma ad un certo punto incontra due amici e poi raggiunge la scuola     insieme a loro. Gli altri bambini hanno da percorrere ancora un po’ di strada.                         Il messaggio che mi ha dato il film è che per noi andare a scuola senza problemi è una delle fortune più grandi che possiamo ricevere.

FRANCY

Ogni giorno Carlito andava a scuola con la sua sorellina, andavano a cavallo percorrendo venticinque chilometri di strada con molti pericoli. A un certo punto c’era una ripidissima discesa di roccia e sassi dove si poteva scivolare e morire. Dopo averla superata aspettavano e continuavano insieme. Arrivati a scuola hanno alzato la bandiera e hanno iniziato a studiare. Alla fine del film Carlito e sua sorella  hanno detto cosa volevano fare da grandi: Carlito il veterinario e sua sorella la maestra. Per me questo film è stato bellissimo. Alla fine mi ha emozionato perchè mi ha fatto capire che noi siamo molto fortunati ad andare a scuola, mentre in altri paesi faticano per avere soldini e mandare a scuola i figli.

MARTY

Questo film ve lo consiglio per l’aventura che questi bambini passano ogni giorno. Samuel è un bambino disabile, è  in carrozzina. Ha due fratelli più piccoli, vive in un villaggio vicino al Golfo del Bengala. Il tragitto è lungo e faticoso. Durante il viaggio per arrivare a scuola perdono pezzi allora vanno dal carrozziere, poi arrivano davanti alla scuola media. Il fratello gli sistema i capelli poi gli altri ragazzini lo accolgono con molto amore.

ALX 

Samuel ha 11 anni, vive con i suoi fratelli più piccoli e i suoi genitori in un villaggio sul golfo del Bengala. Samuel è disabile e per portarlo a scuola i fratellini devono spingerlo per un’ora e mezza su una carrozzina sgangherata che rischia di perdere pezzi (e infatti una ruota si sgonfia). Dopo un ultimo bacio lo lasciano ad altri ragazzini, che lo accolgono con un entusiasmo che dovrebbe essere di lezione a tanti. Il film è molto bello, racconta delle avventure di ogni bambino, che ogni mattina o quasi, rischia la vita in nazioni diverse: Patagonia, Kenya, Marocco, India.

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